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Critica

Elio Waschimps. Una Notte Demenziale

di Corrado Piancastelli

Dopo più di cinquant’anni sono ancora là, Ormai vecchia, scasciata, sgangherata, chiazzata di pitture e merde varie, una bagascia superfetentissima, ma ancora là, ben piantata di fronte al cavalletto. Una volta ero bella, avevo la pelle scura e lucida come le somale e chi si accomodava, mi accarezzava volentieri lo schienale perché…

Una pittura animosa

di Ferdinando Bologna

Elio Waschimps è alla sua prima mostra personale. Le opere che egli espone, tuttavia, non si crederebbero uscite dalla fantasia ancora esperiente di un giovane; così bene risultano ambientate in una situazione riconoscibile, a continuazione d’un discorso che oggi si fa qui tra noi e che la critica ha ormai tutti gli elementi per localizzare come un pezzo di storia…

La pittura di Waschimps e i suoi lettori

di Vitaliano Corbi

Chi conosce Elio Waschimps e la «densità calma e severamente malinconica» della sua pittura – come la definì nel 1967 Roberto Longhi – non avrà difficoltà a comprendere perché l’idea di dedicargli una mostra antologica presupponga la convinzione che tra gli abituali frequentatori degli spazi dell’arte contemporanea vi sia chi è ancora capace…

Le cose là fuori esposte all’aria e alla morte

di Ferdinando Bologna

L’aspetto con il quale il napoletano Elio Waschimps si presenta alla sua prima personale romana conta, a mio vedere, tra le proposte più impegnative, e tra le più suscettibili di sviluppi, per uscire dal punto morto a cui avevano condotto anche gli indirizzi validi dell’astratto così detto ‘informale’…

Gli uomini alla finestra e i Marat di Waschimps

di Paolo Ricci

Il dato più suggestivo della pittura di Waschimps consiste nella quotidianità delle immagini che essa propone: una quotidianità – certo – ‘alterata’, trasportata cioè in una dimensione inquietante e imprevedibile, non tale, tuttavia, da perdere i contorni della realtà comune, nonostante quei corpi corrosi, lividi, intirizziti che, lungi dell’evocare…

I Marat di Waschimps

di Michele Prisco

È un sole caldo, questo di questi giorni di febbraio, se si sta a lungo al sole: ma poi basta spostarsi di poco, magari attraversando il marciapiede e ritrovarsi in ombra, e il freddo morde. Febbraio corto e amaro, dicevano le nostre madri, e se adesso ripetiamo il detto popolare ai nostri figli ne riceviamo uno sguardo interrogativo, di stupore, come se a un tratto ci fossimo messi a parlare giapponese…

I Giardini

di Ferdinando Bologna

Mauro Calamandrei, nel bel libro dedicato recentemente al rapporto fra arte e vita negli Stati Uniti d’oggi, ha ricordato che parecchi artisti di là giù «non sarebbero diventati di colpo delle celebrità senza l’appoggio di Greenberg»: del critico Clement Greenberg, cioè, il cui peso sociale in questo genere…

Colazione in giardino

di Ferdinando Bologna

e arricchito ancora una volta. Parlandone appunto un anno fa, tenemmo a dire che non ci si può fare un’idea completa di ciò che Waschimps è divenuto e continua a divenire, se non gli si dà la possibilità di esporre in una vera ‘personale’ il numero ingente di grandi tele che è venuto accumulando…

Nell’attesa dei giochi

di Vitaliano Corbi

Il ciclo dei Giochi è introdotto dall’Uomo sull’altalena, un’opera complessa che può fornire una chiave di lettura utile anche per quelle che la seguono. La diagonale sulla quale si dispone l’uomo sospeso nell’aria segna una precisa direzione spaziale; essa scandisce il passaggio da una zona di colore denso…

Il gioco nella pittura di Waschimps

di Paolo Ricci

Il gioco dei bambini, che è il tema della pittura attuale di Elio Waschimps, è singolare ed ha pochi raffronti nella pittura moderna e in quella antica.
Nel Rinascimento italiano, nella Scuola olandese, nella pittura inglese i bambini, sono, qualche volta, motivo di ispirazione, inseriti…

Waschimps pittore a Napoli

di Leonardo Sinisgalli

Con un pittore come Waschimps un critico filologo, anche se non si chiama Roberto Longhi (che fu un suo estimatore), può fare sempre bella figura, specie se si lascia condurre per mano da lui nei recessi della sua preistoria e delle sue predilezioni, dove lo spinse la passione per la materia e per lo spazio (la scena) più che la soggezione alla grazia…

Il fragile, minuscolo corpo umano

di Vitaliano Corbi

La mosca cieca, la settimana, il salto della corda: i giochi delle bambine all’angolo della strada o su un prato di periferia. È difficile immaginare creature più stranite di queste che Elio Waschimps ha dipinto nei suoi Giochi, sospese ad un filo d’esistenza, quasi un tenue residuo di materia sbiancata dalla luce e…

Una pittura etica

di Michele Buonomo

Una mostra secca, di forte rigore espressivo, perentoria nella chiarezza di una dimensione morale, è quella che da alcuni giorni è aperta al pubblico nel bellissimo spazio della chiesa nel Castello Aragonese di Ischia. Il termine morale, considerando il lavoro e la ricerca pittorica di Elio Waschimps, non è usato…

L’infanzia tradita

di Luigi Compagnone

E continua ancora oggi. Qualche settimana fa, a Napoli, una madre di 16 anni ha gettato la sua bambina, appena nata, sulle pietre del selciato. Le cronache sono piene di questa specie di delitti. In tutto il mondo. Bambini seviziati, bambini come merce, bambini come olocausto. Penso…

Sui margini della storia

di Vitaliano Corbi

Era sembrato giusto, all’inizio, chiamarlo il ‘ciclo dei giochi’, per sottolineare la stretta unità tematica che legava tra loro i quadri in cui Waschimps andava dipingendo le sue bambine sorprese nei giochi, appunto, del salto con la corda, della settimana, della mosca cieca o del girotondo. Per Waschimps, del resto, il …

Le regole del gioco e della vita

di Corrado Piancastelli

Allora i Marat, dunque, oggi le bambine e il gioco della Settimana che diventano proprio il magma sotterraneo
della sua realtà intuitiva e anche la sua storicizzazione.
Come non fare il raffronto tra la storia informe e in fieri che stiamo vivendo dagli inizi del Novecento e il gesto dell’artista che sembra immergere la mano nel catino dei colori densi e appiccicaticci e li stempera col desiderio…

La resistenza della pittura di tradizione

di Marco Lorandi

[…] Di più ampio spettro meditativo e di più potente e tragica rappresentazione del mondo, di uno spessore, profondo, come pochi pittori italiani oggi possono vantare, è l’opera di un artista, come si diceva un tempo, a tutto tondo, poco conosciuto dal grande pubblico, ma noto alla cerchia di quegli adepti per i quali rimane un campo elitario l’arte di Elio Waschimps; non ci si lasci ingannare dal suo cognome…

Spettri di periferia

di Renato Barilli

La ricerca artistica procede implacabile macinando fatti nuovi con un ritmo almeno decennale. Chi entra in scena al momento buono, cioè al formarsi di un’onda nuova, ha gioco facile nel coglierla in pieno; gli altri, i più anziani, si trovano invece di fronte all’alternativa se adeguarsi ad essa, qualora ci riescano, o se resisterle orgogliosamente. Un caso di resistenza tetragona ci viene da Elio Waschimps…

Le bambine crudeli di Waschimps

di Vincenzo Trione

Elio Waschimps ha voglia di tracciare un bilancio del proprio itinerario artistico. A cominciare dagli inizi, segnati dall’adesione al clima del Neoespressionismo e dalla partecipazione al movimento informale. «Mi accorsi, però,
– racconta – che nell’astrattismo assoluto c’era una ripetitività che mi angosciava…». Per…

I viaggi di Waschimps

di Vincenzo Trione

È sottile la differenza che separa gli scrittori ‘visionari’ da quelli ‘visivi’. Mentre i ‘visionari’ – rilevava Gianfranco Contini in un lucido saggio degli anni Trenta – con lo sguardo della mente, inventano altri universi, i ‘visivi’ scandagliano le forme delle apparenze, rendendo ciò che si distende dinanzi ai loro occhi fantastico, impossibile. Possiamo muovere da questa suddivisione per attraversare il…

Waschimps e il contrasto dei vivi e dei morti

di Vitaliano Corbi

[…] Le tematiche del corpo, che attraversano la cultura artistica degli ultimi decenni del Novecento, muovono dalla tesi nietzscheana del corpo come fonte di verità, contrapposta alle menzogne metafisiche degli «odiatori del corpo» e consonano largamente con la ancora più radicale riformulazione che quella tesi ha ricevuto dal pensiero di Foucault, secondo…

Waschimps e Perez

di Renato De Fusco

Beninteso, nella vicenda dell’arte, nessuno è così indipendente come nessuno lo è realmente, cosicché accanto ai nomi di Alfano, Pisani e Di Ruggiero, Emblema andrebbero nominati numerosi altri, tuttavia due autori presentano, per questa o quella ragione, alcuni fattori che accentuano la loro singolarità; penso agli artisti che figurano nel titolo…

La forma che cerca se stessa: Waschimps 2010

di Ferdinando Bologna

Sul finire degli anni 1960, a un giovane esordiente che era riuscito a incontrarlo per chiedergli come orientarsi con speranze di successo in fatto di produzione artistica, l’allora ben noto e influente programmatore di “poetiche” Giulio Carlo Argan rispose con una domanda francamente provocatoria: “ma…

L’ultimo Waschimps

di Mario Franco

Si è parlato spesso di “espressionismo” a proposito delle opere di Elio Waschimps, e lo stesso artista concorda con questa definizione. Ovviamente non si tratta dell’espressionismo storico, nato come reazione al naturalismo e all’impressionismo, e che propugnava il ritorno all’uomo primigenio (Urmensch) e l’avvento di un’umanità più consapevole. Quello che oggi…