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Spettri di periferia

di Renato Barilli

La ricerca artistica procede implacabile macinando fatti nuovi con un ritmo almeno decennale. Chi entra in scena al momento buono, cioè al formarsi di un’onda nuova, ha gioco facile nel coglierla in pieno; gli altri, i più anziani, si trovano invece di fronte all’alternativa se adeguarsi ad essa, qualora ci riescano, o se resisterle orgogliosamente. Un caso di resistenza tetragona ci viene da Elio Waschimps, napoletano, classe 1933, che ancora oggi insiste nell’avvalersi delle soluzioni tipiche di una situazione avutasi a cavallo tra anni 50 e 60, quando l’Informale non ce la faceva più a tenere il campo, mentre era chiaro che si andava verso una stagione di forme definite. E infatti poco dopo sopraggiunsero la Pop Art da un lato, la Nuova Figurazione infeudata al Surrealismo dall’altro. In mezzo ci fu una soluzione di passaggio propria di chi lasciava l’informe cercando di coagulare qualche nucleo di un racconto, ovvero qualche motivo figurativo, sospeso tra leggibilità e no. Un critico, Enrico Crispolti, parlò allora di «possibilità di relazione». A Milano nacque anche l’etichetta di realismo esistenziale con numerosi cultori, tra cui per esempio Tino Vaglieri
Ebbene, questa è l’onda sul cui filo il nostro Waschimps continua a viaggiare con convinzione. Nei suoi dipinti anche recenti appaiono dei fantasmi umani, di bambini poveri scaturiti da un mondo di baraccati, alla periferia delle grandi città, abituati a vivere in mezzo a rifiuti, nei terrains vagues dove la terra si copre di detriti cementandosi con essi. E in quel terreno impastato di fango le povere esistenze giocano, magari a ‘luna’, tracciando col gesso delle griglie elementari sul suolo, griglie che quasi tentano di assicurare un sostegno, a tanta indeterminatezza, senza però evitare di apparire anch’esse quasi accampate nel vuoto. O forse è come trovarsi su isole colpite dall’uragano, e le figurette si attaccano a quei tracciati per non essere spazzate via.

Spettri di periferia, «L’Espresso», Roma, 6 agosto 1998